LA SCHEDA
Dal 28 ottobre al 12 novembre scorso Taverna del Re, frazione di Giugliano al confine con il Basso Casertano, è ritornata ad essere, dopo quasi due anni di stop legislativo, il “materasso” su cui appoggiare l’immondizia napoletana. A deciderlo, sulla base di una situazione definita emergenziale, un tavolo istituzionale-governativo a cui ha partecipato, tra gli altri, il presidente della Provincia Luigi Cesaro, fedelissimo di Berlusconi e firmatario dell’ordinanza provinciale che il 27 ottobre 2010 ha decretato la necessità di utilizzare una piattaforma di emergenza del sito di stoccaggio delle ecoballe (chiuso nel 2008) al fine di depositare provvisoriamente 10mila tonnellate di immondizia provenienti direttamente dalle strade di Napoli e provincia e in attesa di essere conferite (si spera quanto prima) negli impianti Stir-ex Cdr di Giugliano-Qualiano, Tufino e Caivano. La decisione, naturalmente, ha provocato reazioni forti da parte di cittadini, comitati ambientalisti, politici locali e studenti. Durante i momenti di maggiore tensione, a Taverna del Re si sono registrati, purtroppo, numerosi tafferugli tra manifestanti e forze dell’ordine e il bilancio complessivo è stato di una dozzina di feriti non gravi su ambo i fronti. Ad ogni buon conto, va anche evidenziato che, in relazione a quest’ordinanza (grazie alla quale 1000 autocompattatori hanno scaricato sotto scorta) vari enti ed istituzioni pubbliche, competenti su questo territorio, in pochi giorni hanno già prodotto molteplici e significativi atti ufficiali. La Procura di Napoli ha subito aperto un’inchiesta ad hoc. Il Comune di Giugliano, dal canto suo, ha presentato un ricorso al Tar del Lazio contro l’ordinanza-Cesaro e, rispetto ad esso, è atteso il pronunciamento del massimo organo di giustizia amministrativa. Salvatore Onofaro, sindaco del Pdl eletto nel 2008 nel limitrofo comune di Qualiano, a sua volta ha scritto addirittura una lettera al Presidente del consiglio dei ministri Silvio Berlusconi. Nel testo della singolare missiva Onofaro ha invitato il Premier a venire quanto prima nelle nostre zone, affinché si possa rendere conto personalmente di cosa può significare l’apertura di un nuovo sito di stoccaggio della spazzatura in un comprensorio già ampiamente devastato dal cancro-rifiuti. Infine, tra gli enti e le istituzioni pubbliche competenti per questo territorio si è mossa anche l’Asl Napoli 2 Nord. L’azienda sanitaria locale all’inizio di questo mese ha infatti svolto un sopralluogo tecnico, evidenziando tutte le procedure da seguire affinché questo deposito provvisorio di rifiuti, limitato a 10mila tonnellate su un’area massima di 5mila mq, non crei ulteriori danni alla salute dei cittadini. Lu.Ga.
STORIA RECENTE / 1 – NAPOLI NORD OVEST, UN COMPRENSORIO FORTEMENTE PENALIZZATO DA 15 ANNI DI EMERGENZA-RIFIUTI
La Schiavi (Giugliano), Masseria del Pozzo 1 (Giugliano), Masseria del Pozzo 2 (Giugliano), Resit 1 (Giugliano), Resit 2 (Giugliano), ‘Tre Ponti-Fibe’ (Giugliano), Sette Cainati (Giugliano), Cava Riconta (Villaricca), Cava del Poligono (Napoli-Chiaiano) e Taverna del Re (Giugliano). Per ora siamo a 10, ma non si tratta di nuovi siti da inserire nei prossimi pacchetti turistici. Sono semplicemente le località dell’area Nord Ovest di Napoli sacrificate, in questi ultimi 15 anni, in nome della cosiddetta “emergenza-rifiuti”. Chi imponeva dall’alto (e ancora oggi continua ad imporre) certe particolari scelte in danno del territorio a Nord Ovest di Napoli? Beh, la risposta è semplice. Tra il 1995 e il 2007, a decretare lo sversamento di circa 10 milioni di tonnellate di immondizia (pari a 1/3 della produzione regionale) sono stati, di volta in volta, burocrati e professionisti che il Governo centrale (sia a guida Centrodestra che a maggioranza ulivista) ha nominato, nel corso dei vari mandati, al vertice del Commissariato per l’Emergenza. Nel 2008, invece, è cambiata la ‘musica’. Il premier Berlusconi, eletto per la quarta volta a capo del governo nel volgere di 14 anni (1994-2008), ha varato una legge il cui intento era (ed è) quello di trasformare la nostra Campania da “modello negativo” ad “eccellenza nazionale” nel settore dello smaltimento dei rifiuti. Tale programma prevedeva la chiusura entro il 2009 (ma solo in questi giorni se ne sta avviando la ‘dismissione’ definitiva) della struttura denominata “Commissariato per l’Emergenza”, il raggiungimento del 35% di raccolta differenziata, l’affidamento ai 5 enti provinciali dei compiti svolti dal Commissariato in questi penosissmi 15 anni, l’attivazione in tempi rapidi di 4 termovalorizzatori e, in via provvisoria, l’apertura di 10 discariche al fine di uscire dalla lunga e delicata fase di transizione tra il ciclo primordiale (precedente al 2002 e basato sullo sversamento del cosiddetto riifiuto “tal quale”) e quello (si spera) avanguardistico in termini di smaltimento dell’immondizia e tutela dell’ambiente. Inoltre, entrando maggiormente nello specifico per quel che concerne Napoli e provincia, va detto che in tale territorio erano state previste due discariche a Terzigno (Cava Sari e Cava Vitiello) e una a Chiaiano. Ad oggi, quando sono trascorsi circa 30 mesi dal momento della piena emergenza, è attivo un solo termovalorizzatore su quattro (inaugurato ad Acerra nel marzo 2009), mentre per gli altri tre (Napoli, Salerno e Caserta) nulla di concreto è stato fatto, tranne il contestato avvio della gara d’appalto per quello di Salerno. Inoltre, delle tre discariche previste in provincia di Napoli ne sono attive due (Chiaiano e Sari, alias Terzigno 1), mentre Terzigno 2, a seguito delle recenti proteste della popolazione locale, sta per essere cancellata definitivamente con una “leggina” ad hoc insieme a quelle di Andretta (nell’Avellinese) e Serre-Valle della Masseria (nel Salernitano). Nel contempo, la raccolta differenziata è ferma su percentuali medie nettamente inferiori al 20% e gli enti provinciali, con grande fatica e solo nelle ultime settimane, hanno iniziato ad avere un’autonomia decisionale rispetto a quanto va fatto nel pratico per scongiurare il ripetersi della “monnezzopoli” del gennaio 2008. Tra l’altro, proprio in considerazione di questo nuovo stato di crisi, il 18 novembre scorso il Governo Berlusconi ha deciso, attraverso un apposito Decreto, che le stesse Province fino al 31 dicembre 2011 potranno avvalersi, nella gestione del ciclo rifiuti, della piena collaborazione degli enti comunali, mentre all’ente Regione Campania il Premier ha affidato poteri finalizzati a velocizzare le procedure riguardanti la realizzazione dei termovalorizzatori. Tra l’altro, proprio a causa del mancato completamento del ciclo integrato dei rifiuti, è bastato che si verificassero più problemi in contemporanea per ritrovare, tra le strade di Napoli e provincia, enormi cumuli di rifiuti agli angoli delle strade. Negli ultimi due mesi, infatti, due situazioni tecniche, diverse tra loro ma entrambe ‘figlie’ del nuovo sistema di smaltimento deciso nel 2008 da Berlusconi, aggiunte al recente sovraccarico di rifiuti giacenti presso gli impianti Stir di Giugliano, Caivano e Tufino, hanno influito negativamente sulla raccolta giornaliera della spazzatura, che tra Napoli e provincia si aggira intorno alle 3mila tonnellate. Nello specifico, va detto che, a cavallo tra settembre e ottobre, un primo rallentamento si è avuto ad Acerra, nel cui impianto viene bruciata parte della nostra immondizia quotidiana. Delle tre linee, infatti, solo una, tranne 24 ore di stop, ha funzionato regolarmente, mentre le altre due sono rimaste ferme a lungo per lavori di manutenzione e, di queste ultime, ad oggi una è ancora oggetto di interventi migliorativi. Altri problemi si sono invece verificati presso la Cava Sari di Terzigno, la cui attività è stata bloccata per molti giorni a seguito delle vibrate proteste delle popolazioni locali riguardanti l’ipotesi della discarica “Terzigno 2″. A questi rallentamenti si sono poi aggiunti alcuni, come già accennavamo in precedenza, alcuni stop tecnici presso i tre Stir della Provincia di Napoli, ormai stracolmi di immondizia. E così, dalla combinazione di questi elementi, è riemerso lo spettro dell’emergenza-rifiuti che, ancora una volta, in ambito politico e istituzionale ha visto il territorio di Giugliano quale “agnello sacrificale” nel nome di una “corresponsabilità nella risoluzione del problema smaltimento-rifiuti”. Il tutto, in barba ad una legge varata nel 2007 dal governo Prodi e finalizzata a scongiurare, per il futuro, qualsiasi ulteriore deposito di immondizia nei comuni di Giugliano, Qualiano e Villaricca. Una legge che, va ricordato, fu chiesta fortemente, in quel periodo, dalle tre amministrazioni locali anche in considerazione del fatto che, sempre in nome dell’emergenza rifiuti, a Giugliano-Taverna del Re tra il gennaio 2006 e primavera 2007 erano stati già depositati oltre 4 milioni di ecoballe, poi saliti a 6 allorquando, nel dicembre 2008, sono terminate definitivamente le attività di stoccaggio di quella che la magistratura inquirente, qualche anno fa, ha dichiarato essere “immondizia impacchettata”. Lu.Ga.
STORIA RECENTE / 2 – SCONTRI TRA FORZE DELL’ORDINE E CITTADINI NELLE PERIFERIE DI GIUGLIANO E VILLARICCA: UN ‘FILM’ GIA’ VISTO
Le immagini relative agli scontri di Taverna del Re tra forze dell’ordine e cittadini, che da oltre venti giorni stanno girando sul canale internet You Tube, non sono altro che un remake di quanto accaduto negli anni scorsi sia a Sette Cainati e Cava Riconta (per lo sversamento del Fos, frazione organica stabilizzata proveniente dalla preselezione secco-umido dell’immondizia negli impianti exCdr-oggi Stir) che a Taverna del Re (per quanto concerne il deposito delle ecoballe, la cosiddetta frazione secca impacchettata). Si tratta di siti che, dal 2004 ad oggi, sono stati sfruttati all’inverosimile (e in due diversi modi) pur di tenere pulite le strade della Campania. Presso questi tre sversatoi la popolazione locale e gli ambientalisti hanno fatto sentire ripetutamente la loro voce, cercando di scongiurarne invano l’apertura e ottenendo, quali magre consolazioni, una dichiarazione pubblica di Bertolaso, che nel 2007 ha assegnato al comprensorio giuglianese “lo scudetto dello sversamento rifiuti, ammesso che un titolo del genere si possa attribuire”, e una legge che, sempre nel 2007, ha decretato lo stop all’attivazione di nuove discariche per i comuni di Giugliano, Villaricca e Qualiano; legge, però, disattesa attraverso l’ordinanza di Taverna del Re, datata 27 ottobre 2010 e firmata dall’attuale organo decisionale in tema di smaltimento territoriale, e cioè la Provincia di Napoli.
STORIA RECENTE / 3 – APRILE 2008-FEBBRAIO 2009, IN 10 MESI SI CONCRETIZZA L’IPOTESI DI APRIRE LA CONTESTATISSIMA DISCARICA AL CONFINE TRA MARANO, MUGNANO E CHIAIANO
Soltanto 20 mesi fa abbiamo registrato l’apertura di Cava del Poligono, la nona della serie a Napoli Nord Ovest. Tale sversatoio dal febbraio 2009 sta assorbendo, ai sensi del decreto Berlusconi del 2008, le previste 700mila tonnellate di spazzatura. In verità, l’attivazione di Cava del Poligono, al confine tra la zona ospedaliera, la municipalità di Chiaiano e i comuni di Marano e Mugnano, tra la primavera e l’autunno 2008 creò non pochi momenti di autentica guerriglia urbana fra forze dell’ordine e popolazione locale, contraria alla sua apertura per un motivo ben preciso: la vicinanza e la centralità, in termini di distanze kilometriche, rispetto ad alcune strutture sanitarie di eccellenza (in zona Sud) e al cosiddetto ‘triangolo’ formato (sul fronte geografico Nord) dai comuni di Giugliano, Qualiano e Villaricca. Tre aree, queste, in cui, secondo fonti istituzionali, già nel 2003 esistevano (a parte alcune tra le 10 discariche autorizzate sovramenzionate) ben 40 sversatoi illegali: siti ancora oggi in attesa di essere bonificati. Lu.Ga.
FOCUS / GIUGLIANO, PARLA IL SINDACO GIOVANNI PIANESE: “STO TUTELANDO IL TERRITORIO”
Sindaco, i cittadini devono ancora avere fiducia nelle istituzioni?
“Se immaginiamo l’istituzione come una propaggine, un’emanazione della volontà popolare, allora, prima di dare un giudizio, bisogna aspettare il completamento del ciclo amministrativo. E la fiducia non è un qualcosa che si può misurare a step, cosa che invece ama fare Berlusconi attraverso i sondaggi: strumenti, questi, sui quali incide molto l’emotività del momento, un fattore che cambia giorno per giorno. L’azione di un governo o di un’amministrazione, secondo me, si misura nel medio -lungo periodo. Insomma, è un po’ come l’effetto di una medicina amara”.
Perché, attraverso la riapertura di Taverna del Re, Giugliano, ancora una volta, ha dovuto pagare per le inefficienze di altri?
“Purtroppo è un problema generale. Negli anni scorsi, quando ero consigliere regionale, dicevo che, se non si fossero costruiti gli impianti, il problema non sarebbe stato mai risolto. Nel 2008 ho fatto una campagna elettorale affermando che bisognava fare un impianto. In via ordinaria ci si impiega dai 12 ai 15 anni per smaltire gli 8 milioni di ecoballe che abbiamo su Giugliano: 6 a Taverna del re e 2 presso lo Stir della zona Asi tra Giugliano e Qualiano”.
Ma pare che il governatore Caldoro escluda la costruzione di un impianto di termovalorizzazione a Giugliano…
“Dalle ultime notizie, non complete, loro dicono che bisogna fare due impianti, uno a Napoli e uno a Salerno, ma tutto ciò vale per il ciclo ordinario. Poi il Presidente del Consiglio si è convinto che per le ecoballe di Taverna del Re a Giugliano serve un impianto ad hoc”.
Dalle notizie che circolano in questi giorni sembra però che la Campania potrebbe fare a meno dell’impianto di termovalorizzazione di Giugliano, in quanto sia quello previsto a Napoli che quello già in funzione ad Acerra potrebbero smaltire le ecoballe presenti a Taverna del Re…
“La linea del termovalorizzatore di Acerra brucia 600mila tonnellate di rifiuti l’anno. Quindi, per smaltirne 6-8 milioni, ci vogliono, appunto, 10 anni. E, rimanendo su questo tema, sapete qual è l’attuale diatriba tra il sindaco di Salerno De Luca e il presidente dell’ente provinciale Cirielli? È che loro hanno dimensionato un impianto per bruciare 400-500 mila tonnellate. Ora il sindaco di Salerno si domanda: ‘Chi garantisce che arriveranno tali quantità di rifiuti per assicurare il funzionamento dell’impianto?’ Ebbene, queste sono le cifre, relativamente al dimensionamento dell’impianto per i rifiuti prodotti. Tutto ciò a condizione che non ci sia alcun fermo del termovalorizzatore… E poi mi pongo un’altra domanda: ‘Perché noi dovremmo portare questi rifiuti in altri impianti, in altre regioni?’. Ora, per esempio, sui giornali di questi giorni si parla del fatto che il presidente Cesaro starebbe contattando la Spagna, la Germania, la Polonia per risolvere il problema, la qual cosa comporterebbe un aggravio dei costi di trasporto che va dagli 80 ai 160 euro a tonnellata. E la mia domanda è: ‘Chi paga? Con quali mezzi li trasportiamo? Con i camion?’… E poi dicono che la camorra sta nei trasporti di questo genere… A questo punto, io ritengo che, ai sensi della legge 26, ‘sentiti i comuni di Giugliano e Villa Literno’, la Provincia di Napoli e la Provincia di Caserta debbano stabilire dove realizzare un impianto. Noi abbiamo fatto un verbale nei tempi dovuti, altrimenti sarebbero scattati i poteri sostitutivi della Regione, e abbiamo comunemente concordato che l’impianto si fa all’interno di Taverna del Re; anche perché i rifiuti stanno già lì e così evitiamo anche questi discorsi su trasporti, camion, camorra, altri costi aggiuntivi, ecc. ecc. Adesso il punto è: quale tipo di impianto costruire? L’ex direttore generale del ministero per l’Ambiente Mascazzini, che immaginava un rifiuto non nelle condizioni in cui è oggi, suggeriva un impianto di biogas. Secondo lui, attraverso l’umidificazione dei rifiuti col percolato, si poteva, appunto, generare nuovamente biogas. E anch’io, nel 2008, all’epoca della campagna elettorale, proponevo di tombarli, fare estrazione di biogas, fornire quest’energia all’Enel e, infine, attraverso l’opzione ‘conto-energia’, ricavarne l’abbattimento della bolletta dell’Enel per i cittadini di Giugliano. Ma, alla fine, mi ha convinto l’ex assessore regionale Ganapini, il quale mi ha spiegato che attualmente nelle ecoballe non c’è più biogas. Anzi, col passare degli anni i rifiuti si sono talmente essiccati che oggi sono una sorta di carbon fossile, con un potere calorico talmente alto da essere incompatibile con le camere di combustione di Acerra. Quindi, le ecoballe di Giugliano al termovalorizzatore di Acerra non possono più andare”.
Però si era pensato di mischiare ad Acerra le ecoballe col ‘tal quale’…
“È un potere calorico talmente alto che bisognerebbe fare delle modifiche strutturali. Per questo Ganapini mi disse: ‘Sindaco, bisognerebbe parlare solo di un termovalorizzatore’. E su questa linea è anche Bertolaso. E io non sono né Bertolaso, né Ganapini, che è un’autorità in materia, né Mascazzini. Poi trovo qualcuno che mi dice: ‘Il termovalorizzatore in America è una tecnica già superata. Loro stanno addirittura alla fase del gassificatore, che è una sorta di scatola senza emissioni’. Poi trovo ancora un altro che mi dice: ‘Sì, però il gassificatore va bene per piccole e non per medie quantità di rifiuti’. A questo punto io dico: ‘So solo che, di fatto, dobbiamo affrontare e risolvere il problema, se questi sono i tempi; perché altrimenti nessuno se ne frega e aumenta solo l’emergenza!’. Tanto per fare un esempio, già da qualche giorno abbiamo seri problemi di smaltimento. L’impianto di Taverna del Re è saturo, gli Stir sono stracolmi e non si sa dove andare a scaricare”.
Lei ha fatto una campagna elettorale facendosi portavoce dei disagi patiti dalla popolazione per la presenza di discariche e del sito di Taverna del Re. Si ricorda di aver promesso dimissioni in caso di riapertura di Taverna del Re? Ed ancora, in cosa differisce la sua gestione politica del ciclo-rifiuti rispetto ai suoi predecessori? L’accusa che le viene rivolta è che lei non si è opposto a Cesaro, così come la Sinistra non si è opposta a Bassolino.
“Quando io dissi ‘se si permettono di aprire un altro invaso a Giugliano sono pronto alle dimissioni’, lo minacciai con Giannini. Lui disse: ‘Noi apriamo’. E io gli risposi: ‘Mi dimetto e faccio la conferenza stampa’. Lui mi rispose: ‘Va bene’. E non aprì. Poi, però, per 10 giorni vietò lo sversamento dei rifiuti provenienti da Giugliano e noi arrivammo con l’immondizia al primo piano. A quel punto dovetti sì cedere, ma non perché accettai passivamente. Poi, dopo Giannini fu nominato De Gennaro. E anche a lui dissi: ‘No’. Successivamente fu nominato Bertolaso, con il quale addivenimmo ad un protocollo d’intesa. Quindi, io non l’ho subita quell’apertura, l’ho concordata. In quell’accordo si prevedevano delle compensazioni. Tra l’altro, io queste cose le ho anche dette al comitato di protesta di Taverna del Re. A loro ho spiegato: ‘L’altra volta mi sono speso per convincervi sulla bontà dell’apertura temporanea del sito, anche perché… o 6 milioni, o 6 milioni e 600mila ecoballe non è che ci cambiano la vita’. Tra l’altro, in relazione a Taverna del Re, il vero dramma sta nell’aver dato la vocazione ad una zona, nell’aver devastato 110 ettari. E, quindi, che senso ha star lì a resistere? Tanto si tratta di parva materia al confronto. E allora, che cosa bisogna tentare di ottenere, se non che si inizi davvero la bonifica? E, in una di quelle compensazioni che noi concordammo, si prevedevano bonifica, opere infrastrutturali che rientrano nell’accezione più ampia del termine bonifica e anche compensazioni economiche. In questa occasione, invece, io non ho concordato niente, tanto è vero che non mi sono opposto alle manifestazioni, non ho cercato di convincerli, ho detto ai consiglieri comunali di partecipare in forma civile, ho fatto le azioni legali, istituzionali e giuridiche che competono all’amministrazione comunale, ho pregato la Polizia di essere cauta, tollerante, in modo tale da non esasperare gli animi e addivenire a scontri. E, anche quando – per motivi familiari – sono stato assente, ho cercato di tenere il fenomeno sotto controllo, compresa la sensibilizzazione verso i consiglieri comunali nell’essere sempre presenti. Quindi, quando mi si dice… ‘hai accettato’, io rispondo: ‘Non ho accettato’. E, quando ho invitato il presidente Cesaro qui a Giugliano, mentre esprimevo – come principio – la nostra contrarietà alla riapertura di quel sito, anche se di trasferenza e provvisorio, gli ho anche detto: ‘Tu non ti puoi contraddire, perché mentre noi istituzioni, con l’assessore regionale Romano e col commissario ad acta De Biase, iniziamo un’opera di bonifica, in contemporanea non si può decidere per un altro sversamento; anche perché, come dice anche la Procura della Repubblica, il territorio da bonificare è vasto’. E lui ha ripetuto che ‘Taverna del Re è un sito di trasferenza’, promettendomi che dopo 31 giorni inizieranno a trasferire i rifiuti”.
Cesaro, di recente, ha anche affermato: “Registro le forti perplessità del sindaco Pianese”. A cosa si riferiva, in particolare?
“Io gli ho semplicemente detto: ‘Sono preoccupato per te. Tu, in buona fede, lo chiami ‘sito di trasferenza’. Ma io sono convinto che tu avrai difficoltà a rimuovere quei rifiuti. Ho fatto un calcolo. Ci vogliono mille camion per trasportare quelle 10mila tonnellate di spazzatura. Chi paga?”.
Ma, essendo un’emergenza, potrebbe intervenire il Governo…
“Attenzione, per l’emergenza il Governo non tirerà più fuori un euro. E, nel chiudere la fase emergenziale, ha detto che i costi devono gravare sulla Tarsu. Ma, in tutto questo, il cittadino già ha pagato per il conferimento. Ora, se la ditta, anziché portarli allo Stir di Giugliano-Qualiano, li ha portati a Taverna del Re (e ora da lì deve riportarli a Qualiano), di tutto questo alla gente non importa. Se, per smaltire, il cittadino ha già pagato, nessuno può fargli ripagare il medesimo servizio. È chiaro, dunque, il motivo delle mie perplessità?. Lui però ha risposto: ‘Io li porto…’. E io gli ho ribattuto: ‘Ma dove li porti…’. E poi gli ho spiegato: ‘Ipotizziamo che hai anche dove portarli. Ora mi dici con quali strumenti li porti? La Provincia ha dei camion? Forse prendi i camion dell’Asia? Beh, ce ne vogliono 1000… Chi te li dà? E chi paga?”.
Ma non dovevano essere stoccati un po’ alla volta nello Stir?
“E come li porta? Alla fine, o li fa partire a dieci per volta o tutti insieme uno dietro l’altro, ha sempre il costo di 1000 camion, perché ogni camion trasporta 10 tonnellate. Inoltre, gli ho anche domandato: ‘Ma ti sembra che io posso risolvere il problema di Giugliano e poi, magari, a via Colonne, nel territorio di Melito, ho una montagna di spazzatura? E, se scoppia un’epidemia, che facciamo? Quindi, o noi ragioniamo in un’ottica sovracomunale e mettiamo da parte i nostri egoismi che ci fanno dire ‘no a Pianura’, ‘no ad Acerra’, ‘no a Terzigno’, ‘no a Giugliano’, oppure davvero non sapremo dove andremo a parare. Signori, qui i rifiuti sono i nostri, non di altri. E poi ho fatto una domanda durante la registrazione della trasmissione Rai ‘Ballarò’: ‘Scusate, perché mai la Germania se li prende? Forse i tedeschi sono meno civili di noi o sono meno salutisti?’. Intanto… il Veneto se li è presi… Ora parliamo di mandarli in Calabria, in Puglia. E io mi domando: ‘Perché noi non ci dovremmo prendere i nostri rifiuti?’. Io posso capire chi risponde ‘noi li mandiamo nel corno d’Africa’ oppure ‘nel profondo degli oceani’. Ma io chiedo, rivolgendomi al popolo campano: ‘Noi abbiamo avuto il colera, che è dimostrazione di sporcizia, per il quale negli autobus subimmo l’offesa ‘lavatevi le mani’, abbiamo avuto il tifo, l’epatite, la gastroenterite… e ora ci preoccupiamo del rifiuto urbano che non crea alcun rischio?’. Anzi, sotto questo aspetto, quelli pericolosi per la salute sono i rifiuti tossici. Con ciò non faccio il processo alle intenzioni, né voglio andare alla ricerca delle responsabilità per il passato, ma, a chi nelle ultime settimane ha scioperato, io domando: ‘Scusate, qui parliamo di 6-8 milioni di ecoballe, quindi non parliamo di un giorno o 15 giorni di sversamenti, bensì di processi negli anni, e voi dove eravate?”.
Compensazioni e bonifiche: solo promesse e nessun fatto concreto. Perché non si è preteso il rispetto dei patti sottoscritti con un governo nazionale, regionale e provinciale amico?
“Nossignore. Quarantasette milioni sono stati già stanziati. La bonifica è iniziata. Ci sono i verbali. C’è il commissario De Biase che è stato incaricato con una Opcm (ordinanza del presidente consiglio dei ministri) di fare le azioni dovute. Tanto è vero che ha già stipulato le convenzioni con Sogesid e Arpac. E ora stanno facendo la caratterizzazione delle aree. Nel contempo, a noi hanno imposto il divieto di estrarre acqua dai pozzi. Dopo la fase della caratterizzazione verranno fatte le opere di messa in sicurezza dei suoli interessati. Che cosa dobbiamo avere ancora? I ventuno milioni delle compensazioni, fondi che stiamo cercando di sbloccare verso la finalità più nobile, e cioè quella di una verifica della rete fognaria riguardante la base Nato. E credo che dovremmo raggiungere anche quest’obiettivo. Tra l’altro, su tale argomento c’è una lettera del consigliere militare della presidenza del Consiglio, il quale ha scritto alla Regione Campania evidenziando un problema urgente, indifferibile che va risolto. E, per tale motivo, in questi giorni sto cercando di mettermi in contatto col governatore Caldoro per sollecitarlo a sbloccare questo processo”.
La raccolta differenziata, a due anni e mezzo dal suo insediamento, è ancora nel campo delle buone intenzioni. Chi ha fallito?
“In questa città, un affidamento legale, legittimo del servizio di rifiuti solidi urbani non è stato mai effettuato, ma questo sin dai tempi miei. Anzi, io tramutai il rapporto dei piccoli padroncini in un rapporto più organico con una società più grande. Fu così che affidammo temporaneamente il servizio a una ditta. Poi furono fatti i tre lotti: Battista, Guarino e un altro che ora non ricordo. Successivamente subentrò la Sates, poi l’Igica. Ma sono stati fatti sempre affidamenti ‘contra legem’ . E non so perché organi preposti non hanno mai verificato questi affidamenti senza un contratto e, quindi, senza una carta di diritti e doveri. Nel 2008, quando ci siamo insediati, la cosa aveva assunto un volume enorme. Parliamo di 15 milioni di euro all’anno, e cioè di 30 miliardi di vecchie lire. Io, quando lasciai all’inizio degli anni ‘90, pagavamo 3 miliardi”.
Il ragioniere-capo ha detto che, quando lui ha preso posto al Comune, la spesa era di 600 milioni di lire…
“Sì, quando lui è stato assunto era il 1978. Ma, come accennavo in precedenza, quando ci siamo insediati abbiamo fatto una gara di rilievo europeo per affidare, in forma legittima, il servizio. Inoltre, per accelerare i tempi, non ho fatto fare un progetto all’esterno, che avrebbe anche comportato altri costi, ma mi sono fatto dare dal Comune di Salerno il progetto redatto dai loro tecnici. Ora, quando mi si dice ‘il progetto di Giugliano…’, io rispondo che il progetto di Giugliano dovrà funzionare come funziona a Salerno, perché è uguale a quello. Scelsi Salerno, perché territorialmente è simile a Giugliano e, anche come numero di abitanti, più o meno siamo lì. Tra l’altro, lo stesso De Luca, durante la sua campagna elettorale, lo ha anche affermato pubblicamente: ‘Un sindaco, vostro amico, mi è venuto a chiedere una mano e io sono stato felice di dargliela’. E così abbiamo affidato il lavoro (all’ATI Saba-Ecosystem, ndr), abbiamo iniziato a fare qualche opera di sensibilizzazione e poi è intervenuta (per la Saba, ndr) un’interdittiva antimafia. La qual cosa ci ha bloccato, naturalmente, nell’espletamento del servizio. Nel contempo, il contratto (con l’Ati Saba-Ecosystem, ndr) non era stato ancora sottoscritto e neanche in questo caso c’era una carta che potesse vincolare il soggetto che è rimasto in proroga (Ecosystem, ndr). Infine, solo poche sere fa si è fatto il passaggio di cantiere a questa nuova società, che nasce dalla fusione tra l’Ecosystem e la Sancarli”.
L’aumento della Tarsu non le sembra un’ulteriore mortificazione per i cittadini che si sono visti recapitare una ‘cartella’ lievitata a causa della mancata raccolta differenziata? E, rimanendo in tema, come pensa di combattere l’elusione del tributo?
“Nel 2010 la competenza è passata alla Provincia. E noi enti comunali stiamo agendo in regime di proroga. Ma, entro il 31 dicembre 2010, trasferiremo tutto alla questo ente metropolitano. Tra l’altro, gli aumenti che i cittadini si sono visti recapitare quest’anno sono stati disposti dalla Provincia. E dirò di più. Per l’anno prossimo c’è il rischio che si possano registrare ulteriori aumenti. Tutto questo perché, in relazione al conferimento dei rifiuti in Puglia durante la fase emergenziale del 2008, la Campania ha lasciato un debito che non verrà pagato dal commissariato per l’emergenza (in quanto ha risposto che ‘non ha soldi’) e che, in base al recente dispositivo di legge che ha chiuso la precedente fase emergenziale, dovrà gravare sugli enti provinciali e sulla Tarsu che essi andranno ad emettere. Ora, come si fa a spiegare queste cose alla gente?”.
Lei, da cittadino, avrebbe ancora fiducia nel suo sindaco?
“Io penso che bisogna giudicare la gente sui fatti. Noi, nel 2008, al momento dell’insediamento, siamo dovuti ripartire da zero. Era tutto fermo. Farò degli esempi banali. Il cimitero oggi è un cantiere. A fronte di una domanda urgente, che aveva fatto lievitare situazioni da mercato nero, era tutto fermo senza un vero motivo. Le pratiche per le cappelle gentilizie erano bloccate da 17 anni. E noi le abbiamo sbloccate. Inoltre stiamo facendo un ampliamento, una ristrutturazione e stiamo costruendo nuovi loculi. Rispetto all’ospedale di Giugliano mi sono battuto affinché rimanesse aperto, cosa che è avvenuta. Rispetto alla costruenda Base Nato, sto riprendendo una situazione da ‘cadavere tumulato’ e sono un po’ in affanno nella contrattazione sulle compensazioni solo perché, se ipoteticamente, avessi potuto essere presente nel momento in cui è stato fatto il decreto, avrei potuto trattare diversamente con organi e istituzioni sovracomunali. Ma anche su questo conto di potercela fare. Rispetto al campo fotovoltaico in costruzione nei pressi della Circumvallazione ad opera di privati, l’argomento dovrebbe essere discusso in Consiglio, ma, anche su un tema rispetto al quale il Comune non c’entra nulla, siamo riusciti ad avere delle compensazioni. Inoltre, attraverso un procedimento in giudizio, sto recuperando dei soldi che l’Enel ci doveva dal 1990 e che, per inattività, dell’ente locale, rischiavano di andare in prescrizione. Con tale somma realizzeremo, nella proprietà dei frati francescani, un polmone verde da 10mila metri. Ed ancora, abbiamo fatto interventi migliorativi sia per la villa comunale che per alcune strade cittadine. Inoltre, abbiamo risanato i conti pubblici, recuperando un rapporto con la Corte dei Conti basato su residui attivi veri e non su… sciocchezze che non si sarebbero mai verificate. Abbiamo rimesso a posto la macchina comunale facendo assunzioni con la procedura della mobilità. Inoltre abbiamo avviato procedure per velocizzare la burocrazia dell’ente municipale, affidandoci in gran parte a nostri tecnici e, solo come supporto, a consulenti esterni. La qual cosa ci ha fatto risparmiare alcune centinaia di migliaia di euro rispetto alle parcelle professionali. In ambito urbanistico abbiamo avviato le procedure per la redazione del Puc, stiamo rivisitando le norme per i sottotetti e stiamo normando alcune zone del vecchio Prg. Insomma, abbiamo iniziato a sbloccare una situazione che certamente favoriva fenomeni di abusivismo, in quanto negli anni passati tanti cittadini in attesa di licenza edilizia si scocciavano di aspettare e… commettevano abusi. Insomma, certe azioni amministrative si sarebbero potute fare anche quando io non ero sindaco, ma… non sono state fatte. Ora, magari, certe cose non appaiono, ma io non penso che quanto da noi realizzato sia una cosa da poco… Certamente, compito di un’Amministrazione è lavorare sia sull’ordinario che sulla pianificazione a medio-lungo termine. Però, se dobbiamo fare un bilancio tra le cose fatte in poco più di due anni e quelle non ancora fatte, penso che possiamo ritenerci abbastanza soddisfatti. E, rispetto al passato, abbiamo certamente invertito una tendenza. Prima le cose venivano solo imposte dall’alto. Oggi, invece, il Comune fa valere il suo ruolo istituzionale su qualsiasi argomento che rientra nel proprio territorio. Tutto il resto, polemiche incluse, fa parte solo di una barbarie che fa male alla vera politica”.
(Fonte: periodico quindicinale “AbbìAbbè”, edizione del 17 novembre 2010 – Intervista di Sergio Pacilio con la collaborazione di Luigi Gallucci)