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Archivio per la categoria ‘licola’

Anno 2010: Periferia1.net al top della classifica in tutti i più importanti motori di ricerca-web. Grazie, utenti

Periferia1.net chiude il 2010 nelle prime posizioni su tutti i più importanti motori di ricerca-web per quel che concerne i siti internet relativi alla chiave documentale ‘periferia’. Entrando nello specifico, va evidenziato che, grazie alle visite ottenute nell’arco di questi ultimi 12 mesi, periferia1.net il 31 dicembre 2010 si è attestato al 6° posto su “google.com” (la pagina più visitata della rete), al 3° su “google.it”, “it.altervista.com” e “search.conduit.com”, al 1° su “yahoo.it”, “tattoodle.com” e “it.altavista.com”, al 1° e al 2° posto su “bing.com” (relativamente alle graduatorie “solo da Italia” e “web”), al 3° e al 4° su “virgilio.it”, “tiscali.it”, “libero.it” ed “excite.it” (relativamente alle classifiche “pagine in italiano” e “nel web”). Questi numeri rappresentano, per la nostra giovane redazione, sia la sintesi di 4 anni di duro lavoro che un forte stimolo a migliorare ulteriormente, giorno dopo giorno, nella produzione di contenuti relativi al cosiddetto web-journalism.

GIUGLIANO-DOSSIER / SMALTIMENTO-RIFIUTI A “TAVERNA DEL RE…E DINTORNI”

LA SCHEDA

Da due settimane Taverna del Re, frazione di Giugliano al confine con il Basso Casertano, è ritornata ad essere, dopo quasi due anni di stop legislativo, il “materasso” su cui appoggiare l’immondizia napoletana. A deciderlo, sulla base di una situazione definita emergenziale, un recente tavolo istituzionale-governativo a cui ha partecipato, tra gli altri, il presidente della Provincia Luigi Cesaro, fedelissimo di Berlusconi e firmatario dell’ordinanza provinciale che il 27 ottobre 2010 ha decretato la necessità di utilizzare una piattaforma di emergenza del sito di stoccaggio delle ecoballe (chiuso nel 2008) al fine di depositare provvisoriamente circa 10mila tonnellate di immondizia provenienti direttamente dalle strade di Napoli e provincia e in attesa di essere conferite (si spera quanto prima) negli impianti Stir-ex Cdr di Giugliano, Tufino e Caivano. La decisione, naturalmente, ha provocato reazioni forti da parte di cittadini, comitati ambientalisti, politici locali e studenti. Durante i momenti di maggiore tensione, a Taverna del Re si sono registrati, purtroppo, numerosi tafferugli tra manifestanti e forze dell’ordine e, fino ad ora, il bilancio complessivo è di una dozzina di feriti non gravi. Ad ogni buon conto, ad onor di cronaca va anche evidenziato che, in relazione a quest’ordinanza (grazie alla quale ogni giorno decine di autocompattatori stanno scaricando sotto scorta alcune migliaia di tonnellate di spazzatura proveniente da Napoli e provincia) vari enti ed istituzioni pubbliche, competenti su questo territorio, in pochi giorni hanno già prodotto molteplici e significativi atti ufficiali. La Procura di Napoli ha subito aperto un’inchiesta ad hoc. Il Comune di Giugliano, dal canto suo, ha presentato un ricorso al Tar del Lazio contro l’ordinanza-Cesaro e, rispetto ad esso, è atteso, entro i prossimi 10 giorni, il pronunciamento del massimo organo di giustizia amministrativa. Salvatore Onofaro, sindaco del Pdl eletto nel 2008 nel limitrofo comune di Qualiano, a sua volta ha scritto addirittura una lettera al presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi. Nel testo della singolare missiva Onofaro invita il Premier a venire quanto prima nelle nostre zone, affinché si possa rendere conto personalmente di cosa può significare l’apertura di un nuovo sito di stoccaggio della spazzatura in un comprensorio già ampiamente devastato dal cancro-rifiuti. Infine, tra gli enti e le istituzioni pubbliche competenti per questo territorio si è mossa anche l’Asl Napoli 2 Nord. L’azienda sanitaria locale pochi giorni fa ha infatti svolto un sopralluogo tecnico, evidenziando tutte le procedure da seguire affinché questo deposito provvisorio di rifiuti, limitato a 10mila tonnellate su un’area massima di 5mila mq, non crei ulteriori danni alla salute dei cittadini.

STORIA RECENTE / 1 – NAPOLI NORD OVEST, UN COMPRENSORIO FORTEMENTE PENALIZZATO DA 15 ANNI DI EMERGENZA-RIFIUTI

La Schiavi (Giugliano), Masseria del Pozzo 1 (Giugliano), Masseria del Pozzo 2 (Giugliano), Resit 1 (Giugliano), Resit 2 (Giugliano), ‘Tre Ponti-Fibe’ (Giugliano), Sette Cainati (Giugliano), Cava Riconta (Villaricca), Cava del Poligono (Napoli-Chiaiano) e Taverna del Re (Giugliano). Per ora siamo a 10, ma non si tratta di nuovi siti da inserire nei prossimi pacchetti turistici. Sono semplicemente le località dell’area Nord Ovest di Napoli sacrificate, in questi ultimi 15 anni, in nome della cosiddetta “emergenza-rifiuti”. Chi imponeva dall’alto (e ancora oggi continua ad imporre) certe particolari scelte in danno del territorio a Nord Ovest di Napoli? Beh, la risposta è semplice. Tra il 1995 e il 2007, a decretare lo sversamento di circa 10 milioni di tonnellate di immondizia (pari a 1/3 della produzione regionale) sono stati, di volta in volta, burocrati e professionisti che il Governo centrale (sia a guida Centrodestra che a maggioranza ulivista) ha nominato, nel corso dei vari mandati, al vertice del Commissariato per l’Emergenza. Nel 2008, invece, è cambiata la ‘musica’. Il premier Berlusconi, eletto per la quarta volta a capo del governo nel volgere di 14 anni (1994-2008), ha varato una legge il cui intento era (ed è) quello di trasformare la nostra Campania da “modello negativo” ad “eccellenza nazionale” nel settore dello smaltimento dei rifiuti. Tale programma prevedeva la chiusura entro il 2009 (ma solo in questi giorni sta avvenendo in via definitiva) della struttura denominata “Commissariato per l’Emergenza”, il raggiungimento del 35% di raccolta differenziata, l’affidamento ai 5 enti provinciali dei compiti svolti dal Commissariato in questi penosissmi 15 anni, l’attivazione in tempi rapidi di 4 termovalorizzatori e, in via provvisoria, l’apertura di 10 discariche al fine di uscire dalla lunga e delicata fase di transizione tra il ciclo primordiale (precedente al 2002 e basato sullo sversamento del cosiddetto riifiuto “tal quale”) e quello (si spera) avanguardistico in termini di smaltimento dell’immondizia e tutela dell’ambiente. Inoltre, entrando maggiormente nello specifico per quel che concerne Napoli e provincia, va detto che in tale territorio erano state previste due discariche a Terzigno (Cava Sari e Cava Vitiello) e una a Chiaiano. Ad oggi, quando sono trascorsi circa 30 mesi dal momento della piena emergenza, è attivo un solo termovalorizzatore su 4 (inaugurato ad Acerra nel marzo 2009), mentre per gli altri 3 (Napoli, Salerno e Caserta) nulla di concreto è stato fatto, tranne il contestatissimo avvio della gara d’appalto per quello di Salerno. Inoltre, delle tre discariche previste in provincia di Napoli ne sono attive 2 (Chiaiano e Sari, alias Terzigno 1), mentre Terzigno 2, a seguito delle recenti proteste della popolazione locale, sta per essere cancellata definitivamente con una “leggina” ad hoc. Nel contempo, la raccolta differenziata è ferma su percentuali medie nettamente inferiori al 20% e gli enti provinciali, con grande fatica e solo nelle ultime settimane, hanno iniziato ad avere un’autonomia decisionale rispetto a quanto va fatto nel pratico per scongiurare il ripetersi della “monnezzopoli” del gennaio 2008. Tra l’altro, in considerazione del fatto che il ciclo-rifiuti campano non è stato ancora ultimato, basta che si verifichino più problemi in contemporanea per ritrovare, tra le strade di Napoli e provincia, enormi cumuli di rifiuti agli angoli delle strade. Nell’ultimo mese, infatti, due situazioni tecniche, diverse tra loro ma entrambe ‘figlie’ del nuovo sistema di smaltimento deciso da Berlusconi, aggiunte alla morte di un operario nell’impianto Stir-ex Cdr di Giugliano-Ponte Riccio, hanno influito negativamente sulla raccolta giornaliera dei rifiuti, che tra Napoli e provincia si aggira intorno alle 3mila tonnellate. Ebbene, a cavallo tra settembre e ottobre un primo rallentamento si è avuto ad Acerra, nel cui impianto viene bruciata parte della nostra immondizia quotidiana. Delle 3 linee, infatti, solo una, tranne 24 ore di stop, ha funzionato regolarmente, mentre le altre due sono rimaste ferme a lungo per lavori di manutenzione e, di queste ultime, ad oggi una è ancora oggetto di interventi migliorativi. Altri problemi si sono invece verificati presso la Cava Sari di Terzigno, la cui attività è stata bloccata per molti giorni a seguito delle vibrate proteste delle popolazioni locali riguardanti l’ipotesi “discarica Terzigno 2″. A questi rallentamenti si è poi aggiunto un momentaneo stop di matrice “medico-legale” presso lo Stir di Giugliano, uno dei tre impianti di preselezione secco-umido dei rifiuti presenti in provincia di Napoli e attivati nel 2002. In tale struttura, infatti, due settimane fa un 49enne operaio di Portici, sposato e padre di 3 figli, è stato travolto dal movimento di una pala meccanica e, quindi, al fine di consentire agli organi inquirenti di stabilire l’esatta dinamica e le eventuali responsabilità concernenti il decesso del lavoratore in questione, sono state sospese le attività di trattamento dell’immondizia. E così, dalla combinazione di questi tre elementi, è riemerso lo spettro dell’emergenza-rifiuti che, ancora una volta, in ambito politico e istituzionale ha visto il territorio di Giugliano quale “agnello sacrificale” nel nome di una “corresponsabilità nella risoluzione del problema smaltimento-rifiuti”. Il tutto, in barba ad una legge varata nel 2007 dal governo Prodi e finalizzata a scongiurare, per il futuro, qualsiasi ulteriore deposito di immondizia nei comuni di Giugliano, Qualiano e Villaricca. Una legge che, va ricordato, fu chiesta fortemente, in quel periodo, dalle 3 amministrazioni locali anche in considerazione del fatto che, sempre in nome dell’emergenza rifiuti a Giugliano-Taverna del Re tra il gennaio 2006 e primavera 2007 erano stati già depositati oltre 4 milioni di ecoballe, poi saliti a 6 allorquando, nel dicembre 2008, sono terminate le attività di stoccaggio di quella che la magistratura inquirente, qualche anno fa, ha dichiarato essere “immondizia impacchettata”.

STORIA RECENTE / 2 – SCONTRI TRA FORZE DELL’ORDINE E CITTADINI NELLE PERIFERIE DI GIUGLIANO E VILLARICCA: UN ‘FILM’ GIA’ VISTO

Le immagini relative agli scontri di Taverna del Re tra forze dell’ordine e cittadini, che da una decina di giorni stanno girando in televisione e nella rete internet, non sono altro che un remake di quanto accaduto negli anni scorsi sia a Sette Cainati e Cava Riconta (per lo sversamento del Fos, frazione organica stabilizzata proveniente dalla preselezione secco-umido dell’immondizia negli impianti Cdr) che a Taverna del Re (per quanto concerne il deposito delle ecoballe, la cosiddetta frazione secca impacchettata). Si tratta di siti che, dal 2004 ad oggi, sono stati sfruttati all’inverosimile (e in due diversi modi) pur di tenere pulite le strade della Campania. Presso questi tre sversatoi la popolazione locale e gli ambientalisti hanno fatto sentire ripetutamente la loro voce, cercando di scongiurarne invano l’apertura e ottenendo, quali magre consolazioni, una dichiarazione pubblica di Bertolaso, che nel 2007 ha assegnato al comprensorio giuglianese “lo scudetto dello sversamento rifiuti, ammesso che un titolo del genere si possa attribuire”, e una legge che, sempre nel 2007, ha decretato lo stop all’attivazione di nuove discariche per i comuni di Giugliano, Villaricca e Qualiano; legge, però, disattesa attraverso l’ordinanza di Taverna del Re, datata 27 ottobre 2010 e firmata dall’attuale organo decisionale in tema di smaltimento territoriale, e cioè la Provincia di Napoli.

STORIA RECENTE / 3 – APRILE 2008-FEBBRAIO 2009, IN 10 MESI SI CONCRETIZZA L’IPOTESI DI APRIRE LA CONTESTATISSIMA DISCARICA AL CONFINE TRA MARANO, MUGNANO E CHIAIANO

Soltanto 20 mesi fa abbiamo registrato l’apertura di Cava del Poligono, la nona della serie a Napoli Nord Ovest. Tale sversatoio dal febbraio 2009 sta assorbendo, ai sensi del decreto Berlusconi del 2008, le previste 700 mila tonnellate di spazzatura. In verità, l’attivazione di Cava del Poligono, al confine tra la zona ospedaliera, la municipalità di Chiaiano e i comuni di Marano e Mugnano, tra la primavera e l’autunno 2008 creò non pochi momenti di autentica guerriglia urbana fra forze dell’ordine e popolazione locale, contraria alla sua apertura per un motivo ben preciso: la vicinanza e la centralità, in termini di distanze kilometriche, rispetto ad alcune strutture sanitarie di eccellenza (in zona Sud) e al cosiddetto ‘triangolo’ formato (sul fronte geografico Nord) dai comuni di Giugliano, Qualiano e Villaricca. Tre aree nelle quali, secondo fonti istituzionali, già nel 2003 esistevano, a parte alcune tra le 10 discariche sovramenzionate, ben 40 sversatoi illegali: siti ancora oggi in attesa di essere completamente bonificati.

FOCUS / 1 – TAVERNA DEL RE, IL RICORSO DEL COMUNE DI GIUGLIANO CONTRO LA RIAPERTURA DEL SITO

Ecco, di seguito, il testo integrale del documento

In relazione al ricorso al Tar Lazio (Tribunale competente) del Comune di Giugliano nei confronti della Provincia di Napoli per l’annullamento dell’ordinanza Presidenziale n. 512 del 27 ottobre 2010, l’Avvocato Luigi Salatiello, nominato dal Sindaco Giovanni Pianese, dopo aver depositato il ricorso presso la cancelleria del Tar Lazio ne ha evidenziato al Presidente la necessità nell’adottare misure cautelari provvisorie, da emettere anche inaudita altera parte, ivi compresa la sospensione dell’efficacia dell’impugnata ordinanza Presidenziale.
L’avvocato Salatiello ha evidenziato, tra le altre cose:
- L’illegittimità della stessa ordinanza in quanto è da annullare per l’evidente carenza di presupposti della contingibilità ed urgenza, sui quali si fonda la podestà extra ordinem riconosciuta dall’art. 191 del D.Lgs n.152/2006 al Presidente della Provincia. Nel nostro caso, il rallentamento nell’evacuazione della frazione umida trito vagliata dagli STIR di Giugliano, Caivano e Tufino, ovvero gli ostacoli allo smaltimento dei rifiuti presso la discarica cava SARI di Terzigno dovuti alle manifestazioni di protesta della popolazione, nonché la riduzione di circa il 50% della potenzialità di altri siti idonei allocati sul territorio provinciale, erano eventi ben prevedibili, ed anzi largamente attesi. L’ordinanza n. 512, nel descrivere le indicate sopravvenienze venutesi a creare, usa il termine “criticità”, che è cosa ben diversa dalla contingenza e dall’urgenza. Le manifestazioni di protesta verificatesi a Terzigno, così come la riduzione del 50% della potenzialità di altri siti, nonché il rallentamento nell’evacuazione della frazione umida trito vagliata dagli STIR di Giugliano, Caivano e Tufino, non possono assolutamente essere evocati come presupposto di legge che legittima l’adozione, da parte del Presidente della provincia, dell’ordinanza in questione;
- Altresì, si è eccepito il palese vizio di difetto di motivazione che inficia l’impugnata ordinanza. Le ordinanze, emanate ex. art. 191 D. Lgs. 152/06, devono indicare, espressamente e con assoluta precisione, i motivi di tutela della salute pubblica o dell’ambiente che hanno legittimato la loro adozione, atteso che sono, tra l’altro, assunte in deroga a disposizioni vigenti. Nel nostro caso, manca del tutto qualsiasi riferimento alle eccezionali ed urgenti necessità di tutela della salute pubblica o dell’ambiente, nonché l’impossibilità di provvedere altrimenti;
- Ancora, si è eccepito l’illegittimità dell’ordinanza de quo per apodittica violazione di quanto disposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con nota n. 24337 del 2 dicembre 2008. Con tale nota, l’allora vicario, Gen. Franco Giannini, comunicava ufficialmente che era inibito l’utilizzo, relativamente alle attività di stoccaggio, dell’area denominata “Taverna del Re”, disponendone la chiusura e la dismissione;
- Violazione dell’ordinanza n. 3891 del 4 agosto 2010 con la quale il Presidente del Consiglio dei Ministri stabiliva che il sito in questione, compreso in una più vasta area, era, ed è ancora, oggetto di attività di messa in sicurezza, bonifica e risanamento ambientale, per le quali risultano già stanziati fondi regionali e comunitari;
- L’ordinanza in questa sede impugnata va annullata, altresì, in quanto emanata peraltro sull’erroneo presupposto di cui all’art. 11 della Legge n. 26/2010, che attribuiva poteri extra ordinem al Presidente della Provincia sino al 30 settembre 2010; né risultano in essa espressamente richiamate, così come previsto dalla normativa vigente, le norme e le disposizioni a cui si è inteso derogare con la sua emanazione;
- Eccesso di potere per difetto di motivazione circa la scelta dell’area – Illogicità ed ingiustizia manifesta per insufficienza di istruttoria. In particolare, l’ordinanza impugnata, in dispregio al comma 3 dell’art. 191 D.Lgs. 152/2006, difetta, altresì, del parere delle competenti autorità in merito alle conseguenze ambientali che possono derivare dallo stoccaggio di RSU tal quali nel sito in questione. Ed invero si rileva che i pareri dell’Arpac e dell’A.S.L. Napoli 2, posti a fondamento del provvedimento de quo, sono da considerarsi tamquam non esset, atteso che hanno un contenuto limitato alle prescrizioni da ottemperare, senza fare alcun accenno alle predette conseguenze sull’ambiente;

- Con l’ordinanza de quo, in dispregio del Part. 191 comma 1 Dgs. 152/06, non si è individuata alcuna forma speciale di smaltimento, in quanto, avviare i rifiuti a discarica, così come individuare una piazzola per lo “stoccaggio provvisorio”, è una modalità ordinaria e non speciale. Nel nostro caso, con l’impugnata ordinanza, non si è affatto creata l’alternativa ma si è scelta soltanto la strada più comoda;
- Altresì, si è evidenziato che Studi commissionati dal Dipartimento della Protezione civile dimostrano, senza ombra di dubbio, che l’incidenza delle patologie neoplastiche è particolarmente elevata in otto comuni della Regione Campania con forte concentrazione di siti di smaltimento legale ed illegale di rifiuti, tra cui quello di Giugliano in Campania.
Si resta in attesa di aggiornamenti da parte dell’Avv. Luigi Salatiello in merito al ricorso presentato presso il Tar della Lazio.
Giugliano (Na), 6 novembre 2010
Segreteria del Sindaco
Il Portavoce
Mauro Fellico

FOCUS / 2 – TAVERNA DEL RE, IL SOPRALLUOGO DEI TECNICI DELL’ASL

L’azienda sanitaria locale Napoli 2 Nord il 3 novembre scorso è intervenuta sulla problematica di Taverna del Re e, ai fini della tutela della salute dei cittadini, attraverso il direttore del Dipartimento Prevenzione Armando Orlando ha indicato alcune operazioni che devono essere effettuate durante lo sversamento provvisorio di ‘immondizia tal quale’, in attesa del suo successivo trasferimento presso gli impianti Cdr della provincia di Napoli. Ebbene, secondo quanto rilevato dalla Napoli 2 Nord, “i rifiuti devono essere depositati solo tra le ore 5,00 e le 12,00 e su una superficie totale di 5000 metri (e non 7000) per consentire, negli spazi laterali della piazzola, la normale movimentazione degli autocompattatori”. Inoltre, è necessaria “la deodorizzazione enzimatica dei rifiuti non solo su un lato della piazzola (come sta avvenendo ora), ma su tutta la superficie”, “l’abbancamento e la copertura dei rifiuti con appositi teli, man mano che gli rsu vengono depositati”, nonché “un migliore sigillo, con telo microfonato, del fronte anteriore della piattaforma”.

FOCUS / 3 – TAVERNA DEL RE, LA LETTERA DEL SINDACO ONOFARO AL PREMIER BERLUSCONI

Per visualizzare il testo integrale della lettera inviata qualche giorno fa dal sindaco di Qualiano Salvatore Onofaro al Premier Berlusconi in relazione alla drammaticità in cui attualmente versa il nostro territorio dal punto di vista ambientale, clicca sul seguente link   http://www.periferia1.net/public/media/lettera_pres._berlusconi.pdf

FOCUS / 4 – TAVERNA DEL RE, L’AMARO INTERVENTO DI GIUSEPPE PIETRO MAISTO, CONSIGLIERE REGIONALE DI ALLEANZA PER L’ITALIA

“E’ così che si ritiene di risolvere l’emergenza rifiuti: penalizzando chi ha già pagato sulla propria pelle. Riportare la “monnezza” a Giugliano è infatti “la grande novità” venuta fuori al termine della recente visita istituzionale fatta a Napoli dal Presidente Berlusconi. A questo punto, quella che si prospetta per la gente del comprensorio flegreo è solo l’attesa di nuova “monnezza” che, così come è stato ribadito qualche giorno fa durante un’importante trasmissione televisiva nazionale, è portatrice di malattie tumorali”. Prima il sarcasmo e poi il pessimismo. Questi, in sequenza, gli elementi che hanno caratterizzato le primissime reazioni del giuglianese Giuseppe Pietro Maisto, consigliere regionale di Alleanza per l’Italia, subito dopo la diffusione della notizia riguardante l’attivazione di una nuova piazzola-rifiuti a Taverna del Re. Ma, a distanza di un breve lasso di tempo da queste pungenti affermazioni, la vena del politico propositivo ha sostituito quella dell’uomo ferito. E così Maisto ha proseguito con un animo diverso le sue riflessioni sull’emergenza rifiuti che, com’è noto, nelle ultime settimane ha colpito Napoli e provincia. “Quella della provincializzazione del ciclo dei rifiuti – ha aggiunto con toni pacati l’esponente rutelliano – è sicuramente una legge da rivedere, in quanto ritengo sia troppo penalizzante per la provincia napoletana: un territorio ad alto carico densativo di abitanti e nel quale si concentra circa il 50% della popolazione campana. E, se è vero che l’autosmaltimento è un obiettivo da raggiungere, è altrettanto vero che, nell’attesa di questo raggiungimento, la solidarietà delle altre province campane si configura quasi come un atto dovuto. Non è possibile, a mio avviso, far pagare il prezzo dell’emergenza sempre agli stessi territori, soprattutto a quelli che, negli ultimi 15 anni, su questo versante hanno già dato abbondantemente. E Taverna del Re ne è un esempio classico”. (COMUNICATO-STAMPA)

DOSSIER A CURA DI LUIGI GALLUCCI

Nota a margine: Sul tema dell’emergenza-discariche a Napoli Nord Ovest è possibile visualizzare anche il documentario di 26 minuti prodotto da Periferia1.net nel 2008 e intitolato “Sepolti vivi dai rifiuti”. Per guardarlo, clicca sul seguente link http://video.google.it/videoplay?docid=-4638336202918729502&ei=34xCSY-XMKf22QLtopi-Cw&q=rifiuti+napoli+nord+ovest&hl=it#

Periferia1.net al 5° posto mondiale. Grazie, utenti

Periferia1.net chiude il 2009 nelle prime 5 posizioni su tutti i più importanti motori di ricerca-web per quel che concerne i siti internet relativi alla chiave documentale ‘periferia’. Entrando nello specifico, va evidenziato che, grazie alle visite ottenute nell’arco di questi ultimi 12 mesi, periferia1.net il 27 dicembre 2009 si è attestato al 5° posto su “google.com” (la pagina più visitata della rete), al 3° su “google.it”, al 2° su “yahoo.it”, al 1° e al 3° posto su due classifiche di “bing.com” relative all’area in lingua italiana, al 3° su “virgilio.it”, “tiscali.it”, “libero.it”, “it.altervista.com” e “excite.it”, nonché al 4° su “it.ask.com”. Questi numeri rappresentano, per la nostra giovane redazione, sia la sintesi di 3 anni di un duro lavoro che un forte stimolo a migliorare ulteriormente, giorno dopo giorno, nella produzione di contenuti relativi al cosiddetto web-journalism. Luigi Gallucci

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