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Archivio per la categoria ‘università’

Marano, nominati i 7 assessori della prima giunta Cavallo

Varata, poche ore fa, dal neosindaco Mario Cavallo, la prima giunta comunale, composta da 7 assessori, tra cui due donne. Ad Emma Buondonno, 50 anni, architetto e docente universitario alla Federico II, responsabilità nei settori urbanistica, lavori pubblici, edilizia. A Claudia De Magistris, 38 anni, avvocato, sono invece toccate le politiche sociali. A Gaetano Bonelli, 39 anni, giornalista, gli ambiti cultura, sport e informagiovani. Ad Oreste Granata, 37 anni, dottore commercialista, deleghe al bilancio e alle attività produttive. A Crescenzo Coppola, 34 anni, ingegnere, i comparti viabilità, trasporti e polizia municipale. A Carlo Astarita, 51 anni, consulente del lavoro, sono state affidate macchina comunale ed educazione alla legalità. Infine, a Francesco Migliaccio, 58 anni, dirigente del comparto Sanità all’università napoletana Federico II, deleghe per ambiente, raccolta differenziata, nettezza urbana, cimitero e periferie.

Napoli, facoltà di Medicina: 6000 studenti ai test di ammissione. Sul tema, il consigliere regionale Giuseppe Maisto propone: “Sarebbe meglio fare una selezione dopo i primi due anni di corso”

LA NOTIZIA

Quasi 6000 gli studenti che stamattina a Napoli hanno affrontato i test di ammissione ai corsi di laurea in medicina, da anni facoltà universitaria a numero chiuso. Tra gli aspiranti camici bianchi, oltre 3700 concorrevano per i 338 posti messi a concorso dalla Federico II, mentre altri 2217 erano in competizione per le 330 iscrizioni riguardanti  la Seconda Università (SUN). In sole 2 ore i giovani hanno dovuto rispondere a 80 domande su materie quali biologia, fisica, matematica, chimica, logica e cultura generale. I risultati di queste prove verranno resi noti nelle prossime settimane.

L’INTERVENTO

di Giuseppe Pietro Maisto*

Anche oggi abbiamo assistito al calvario riguardante le migliaia di studenti che intendono iscriversi al primo anno delle Facoltà di Medicina. Purtroppo, il rispetto del numero chiuso impone, di fatti, una chiusura iniziale (e spesso inspiegabile) alle aspirazioni di tanti ragazzi che non hanno, così, l’effettivo tempo per verificare le proprie reali capacità di rispondere ad un compito così delicato come quello di operare nel comparto sanità. In ogni caso, ritengo davvero inspiegabile il fatto che che su questo argomento si sono espressi tanti autorevoli esponenti del mondo accademico e politico, senza giungere, però, ad alcuna conclusione. Più naturale e logico sarebbe stato, a mio avviso, liberalizzare l’ingresso per i primi due anni e, solo allora, attraverso una naturale selezione, verificare chi realmente riesce a proseguire tale percorso. Se un giorno una ipotesi del genere dovesse materializzarsi, certamente rappresenterebbe uno dei punti cardine per un concreto e reale diritto allo studio.

* (medico di Giugliano, nonché consigliere regionale della Campania e coordinatore provinciale di Alleanza per l’Italia)

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