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Napoli / Aperta la discarica di Chiaiano

napoli-chiaiano / 17 febbraio 2009 / ore 17.10

IL FATTO – Verso le 3 di stanotte una decina di camion di spazzatura, provenienti da località Cinque Cercole, hanno scaricato le prime 200 tonnellate di rifiuti nell’invaso predisposto a Cava del Poligono dal Commissariato per l’Emergenza in Campania. Lo sversatoio, il cui progetto negli ultimi 10 mesi è stato ampiamente contestato dalla popolazione e dalle istituzioni locali sia per una questione di impatto ambientale che per problematiche idrogeologiche, è destinato ad accogliere, a ritmo quotidiano, immondizia tal quale per un totale di circa 700mila tonnellate. Naturalmente, al fine di prevenire, ed eventualmente reprimere, qualsiasi plateale ed eccessiva forma di protesta da parte dei cittadini che dall’aprile 2008 ad oggi si stanno battendo per la difesa di quest’area, gli organismi di governo territoriale hanno disposto già da ieri sera, e in modo permanente, un ampio schieramento di mezzi blindati e auto blu in rappresentanza di Polizia e Carabinieri. Per tale motivo, nei punti sensibili, quali ad esempio la rotonda ‘Titanic’, in queste ore sta ritornando quel clima di tensione che ha caratterizzato molte fasi del 2008. Da un lato c’è chi è presente per far sì che il decreto legge ‘ad hoc’ varato da Berlusconi venga attuato. Dall’altro chi prova ad organizzare una contromossa, in quanto non intende arrendersi ad una “decisione piovuta dall’alto”.

***

IL REPORTAGE  – Presso il presidio permanente di Poggio Vallesana intorno alle 10,30 l’atmosfera è di resa, di sconfitta, quasi di rassegnazione tra i circa 30 cittadini presenti. Poi, verso le 11,30, arriva il sindaco di Marano Salvatore Perrotta, il quale prima si intrattiene con alcuni residenti e poi – riferendosi ai vertici dell’organo commissariale – fa qualche breve considerazione sulla notizia del giorno: “Non ci hanno avvisato di nulla. Non hanno aspettato nemmeno che il Tar del Lazio pronunciasse, sul tema della discarica di Chiaiano, la sentenza prevista per il 25 febbraio prossimo. Ora, però, si assumeranno tutte le responsabilità di questa scelta”. Passano pochi minuti e alla rotonda Titanic arriva Pietro Rinaldi, uno dei coordinatori delle strategie di protesta portate a compimento nei mesi scorsi. In pochi secondi si procura un megafono e, rivolgendosi ai cittadini, che nel frattempo sono diventati circa 50, afferma con tono deciso: “Ragazzi, dieci mesi fa eravamo meno numerosi di oggi. Il commissariato per l’Emergenza deve sapere che la partita è appena iniziata. Ora non dobbiamo dare segnali di resa. Quindi penso che non si corra alcun rischio a fare un corteo”. Alle 12,02, recuperato uno striscione dei mesi scorsi dal titolo ‘Jatevenne’, il gruppo dei 50 si mette in marcia verso Marano. Ragazzi, pensionati e donne di mezza età iniziano in modo pacifico a sfilare ‘contromano’ lungo il corso Europa e, con l’ausilio dei vigili urbani, raggiungono prima il rione Duca d’Aosta e poi via Merolla. Qui, presso la sede del Comune, improvvisano, per circa 20 minuti, un sit-in. Dal Palazzo, però, non scende nessuno. Sono tutti impegnati a riflettere sulla strategia più opportuna da adottare sotto il profilo istituzionale. In tal senso se ne saprà di più nelle prossime ore, in quanto Perrotta ha convocato per stasera una riunione di Giunta. A via Merolla, terminato il sit-in dimostrativo, il corteo decide di ritornare a Poggio Vallesana. Qui verso le 13 arriva anche l’ex sindaco di Marano Mauro Bertini, uno che, a causa della veemenza con la quale ha protestato qualche mese fa in occasione dell’avvio dei lavori per la messa in sicurezza della discarica, ha anche dovuto trascorrere mezza giornata presso un commissariato della zona Nord di Napoli. Mauro, toscanaccio di Gambassi Terme e maranese d’adozione, icona popolare e politica di questa città dal ’93 al 2006, neanche stavolta perde l’occasione per affermare il suo punto di vista sulla vicenda dello sversatoio di Cava del Poligono: “A mio avviso- spiega ai giornalisti – penso che oggi sia stato occupato il territorio“. E poi, con tono cupo, aggiunge: “Quelli che hanno aperto la discarica avranno problemi molto seri nel portarla avanti, perché intendiamo organizzare un’iniziativa con modalità e tempi che non si aspettano”. Insomma, parole pesanti. Speriamo solo che prevalga il senso di responsabilità. Luigi Gallucci

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